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Imballaggi in crescita. La Wall Mart ha una soluzione

L´azienda numero uno mondiale della grande distribuzione ha annunciato un programma quinquennale per ridurre gli imballaggi del 5%: l’invasione dei cibi preconfezionati nei nostri supermercati pone ancora una volta il problema del rapporto tra igiene e ambiente. Che l’igiene sia il motivo principale per il quale un consumatore decide di acquistare una bistecca nella vaschetta rivestita dalla pellicola piuttosto che acquistarla nella macelleria, incartata e magari tagliata con le stesse mani con cui il macellaio prende poi i soldi, è comprensibile. Meno comprensibile forse la mole di cibi preconfezionati e magari precotti acquistati dai frettolosi consumatori di iper e supermercati: fare la fila nel reparto salumeria aspettando che esca il proprio numero spinge molti consumatori a prendere il prosciutto già sistemato nella vaschetta, perché come si sa il tempo è denaro. Ma anche i rifiuti sono denaro (da spendere per smaltirli correttamente). E ogni vaschetta che compriamo insieme al prosciutto poi dobbiamo smaltirla e quindi pagarla una seconda volta.
Ma tutto questo il consumatore non lo sa o non lo vuole sapere. E tanto meno se ne preoccupa l’industria del packaging e degli imballaggi, la cui produzione nel 2006 è cresciuta di oltre il 2% e nel prossimo biennio è previsto un ulteriore aumento del 3% (previsione tratta dal rapporto sui settori industriali di Prometeia). Chi potrebbe fermare la corsa degli imballaggi a questo punto appare essere solo il mercato: ovvero solo una richiesta da parte per esempio della grande distribuzione di prodotti diversi potrebbe incidere sulla manifattura degli stessi, indirizzandola verso produzioni più sostenibili. Un esempio piacevolmente (e sorprendentemente) positivo arriva quindi da Wall Mart col suo programma quinquennale. L´iniziativa partirà dal 2008 e oltre a essere vantaggiosa per l´ambiente, farà risparmiare alla compagnia ben 3,4 miliardi di dollari di costi.
Wall mart di fatto obbligherà i 600mila fornitori a trovare metodi di imballaggio più efficienti. L´annuncio, manco a dirlo, è stato dato nel corso della Clinton Global Initiative, la conferenza annuale di leader economici, politici e del non profit organizzata dalla Fondazione dell´ex presidente americano, di cui abbiamo ampiamente parlato nei giorni scorsi.

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