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Rapporto Coop 2006 su “Consumi e distribuzione”: il 58% famiglie italiane non arriva a fine mese

Peggio di noi e dei Greci ci sono solo i Portoghesi: il 58% delle famiglie italiane a dichiarato di non arrivare a fine mese. A dirlo é il rapporto Coop 2006 su “Consumi e distribuzione”. Ci fanno mangiare la polvere non solo Paesi cosiddetti “avanzati” come Svezia (12%), Danimarca (+13%) e Finlandia (+18%) ma anche le Ex-sovietiche Estonia (32%), Lettonia (47%) e Lituania (47%). Insomma non siamo gli ultimi ma poco ci manca.
La Coop vuole sostituirsi all’Istat? No, perché in realtà i dati appena indicati, come ci comunicano dal centro studi dell’ Associazione nazionale cooperative consumatori, arrivano direttamente da un’indagine dell’Eurobarometro condotta su campioni nazionali (1.000 intervistati) dei 25.
Le fonti Coop invece indicano che “i consumatori non hanno ancora recuperato la fiducia”, é vero le Coop hanno messo a segno un aumento delle vendite (+3,7%), “ma prima di cambiare la percezione della gente – dice Aldo Soldi presidente di Coop Ancc – c’é bisogno di una nuova politica che porti più competizione e più efficienza nel sistema distributivo”.
In discesa alimenti e bevande (circa il 15,4% dei consumi rispetto al 40% degli anni ’70). Aumentano invece le spese per l’abitazione e la comunicazione. Insomma cresce la quota relativa ai beni evoluti.
Una grossa parte delle spese delle famiglie, rincara Soldi, viene speso per prodotti e servizi ancora in situazioni di monopolio o dove non c’é molta concorrenza (i cosiddetti consumi obbligati). E’ questo aumento, secondo Coop Ancc, che comprime il risparmio delle famiglie.
Bisogna spingere più a fondo il piede sul pedale delle liberalizzazioni.
“ Lo abbiamo dimostrato recentemente con l’apertura dei primi tre corner che ospitano prodotti farmaceutici generando effetti immediati sui portafogli degli italiani.” ha poi continuato il presidente dell’Ancc.
Peccato solo che dopo un primo boom i farmaci da banco, ora vadano a rilento con un incasso medio nelle Coop di 2300 euro al giorno. Ma c’é già chi giura che sia colpa della bella stagione e attende fiducioso l’arrivo dell’inverno per vedere i primi effetti della liberalizzazione: per aspirine e antinfluenzali vendite boom assicurate!

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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