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In Italia si lavora perché Coop diventi operatore nella telefonia mobile

Sembra sempre più vicina la possibilità di vedere anche in Italia l’operatore mobile virtuale. Che nel prossimo futuro potrebbe identificarsi in un nome della grande distribuzione organizzata, ossia COOP. Stando a quanto anticipato da Panorama e dal quotidiano la Repubblica, infatti, COOP avrebbe avviato una trattativa con Telecom Italia, con l’obiettivo di sviluppare un servizio di telefonia mobile commercializzato con il marchio della catena di distribuzione delle cooperative.
Se la trattativa andasse in porto, COOP potrebbe diventare il primo MVNO (Mobile Virtual Network Operator) italiano. Ma non si tratterebbe del primo caso in cui un marchio della grande distribuzione entra nel mondo della telefonia mobile: fuori dai confini italiani ci sono precedenti già noti, come quelli dei supermercati Aldi in Germania, Tesco nel Regno Unito e Auchan in Francia, a cui proprio in questi giorni si è affiancato il gruppo Carrefour, in seguito ad un accordo siglato con l’operatore mobile Orange. Lo stesso partner a cui si è legata l’omonima elvetica della COOP, che può vantare la propria presenza nel mercato della telefonia mobile con il marchio Coop Mobile.
La figura dell’operatore virtuale mobile in Italia ancora non esiste: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni si è espressa in più occasioni a favore della sua introduzione, nella convinzione che questa possa giovare al mercato e portare benefiche conseguenze anche per gli utenti finali.
Con la delibera relativa all’analisi del mercato n.15 (Accesso e raccolta delle chiamate nelle reti telefoniche pubbliche mobili) l’Authority ha infatti spiegato: “L’assenza di specifici obblighi regolamentari alla fornitura del servizio di MVNO da parte degli operatori mobili non esclude, come previsto dall’attuale disciplina (delibera n. 544/00/CONS), la possibilità che gli operatori stipulino tali accordi su base commerciale”.
Il concetto è stato inoltre ribadito dall’Agcom durante la Relazione Annuale esposta la scorsa settimana: “Nella telefonia mobile – ha dichiarato il presidente dell’Authority Calabrò – l’introduzione di forme di competizione basate sui servizi, ossia l’avvento dei cosiddetti operatori virtuali, può accelerare la discesa dei prezzi finali. Qualora nei prossimi mesi non si dovessero registrare significativi avanzamenti al riguardo, l’Autorità prenderà in considerazione misure regolamentari”.
Come a dire che, al riguardo, sarà lo stesso regolatore a premere sull’acceleratore, se gli operatori non mostrassero intenzione di muoversi in tale direzione. Resta da capire in che modo Agcom potrebbe operativamente favorire questo cammino.
Nell’ambito della banda larga e della telefonia fissa gli operatori virtuali hanno contribuito ad un deciso calo delle tariffe, ma sono diventate una spina nel fianco di Telecom Italia. Vedremo se Tim accetterà la sfida prima che le venga imposta…

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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