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Batterie ricaricabili : Altroconsumo premia la qualità delle Carrefour rechargeable

Nel numero di luglio/agosto di Altroconsumo c’è un articolo dedicato alle batterie (pile) ricaricabili. All’interno dell’articolo la rivista spiega che la convenienza delle stesse rispetto alle usa e getta è netta. Ovviamente, spiega l’articolo, la prevalenza del mercato è ancora appannaggio di queste ultime, in Italia si vendono infatti ancora 400 milioni di pile di questo genere, però la crescita delle ricaricabili è netta, infatti oggi hanno una quota di mercato del 20/25%. La convenienza delle ricaricabili è evidente, infatti l’utilizzo di due pile alcaline per due ore al giorno in un lettore di mp3 porta a consumare 146 pile annue al costo di più di 90 centesimi cadauna, con una spesa annua di circa 131,4 euro. Se per lo stesso utilizzo vengono impiegate due batterie ricaricabili con un caricatore il cui prezzo è distribuito su 10 anni, tenuto conto anche del costo della corrente della carica, si arriva a spendere poco più di 10 euro annui. All’interno della convenienza si è rilevato che il miglior acquisto (rapporto qualità/prezzo), e migliore del test (qualità), è Carrefour Rechargeable da 2300 mAh. Carrefour distribuisce su scala mondiale tale prodotto, quindi nella stipula degli accordi con il produttore ha una grossa voce in capitolo, ma la percezione sul consumatore di tale notizia, se ben diffusa può essere notevole. Non parlo tanto del merito Carrefour che è indiscusso e gradito, ma della consapevolezza del consumatore che sempre più si deve erigere a non avere più sospetti sui prodotti a marca commerciale. A onor del vero bisogna dire che esistono gruppi distributivi che, ”rubando” la fiducia che il consumatore ripone sulla Private Label faticosamente acquisita sul campo dai grandi retailers, rivolgono al rapporto qualità/prezzo un peso che propende esageratamente sul prezzo abbandonando la qualità. Bisogna ricordare che per costruire la fiducia del consumatore i passaggi sono lenti e faticosi, perderla è facilissimo e rapidissimo. Chi ci perde è solo la GDO nella sua interezza alla fine dei conti. In Francia e Spagna gli errori ci sono stati ma la concentrazione della distribuzione è tale che questi sono stati esigui, da noi il mercato è esattamente all’opposto ed i rischi sono sempre più dietro l’angolo.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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