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E’ legge!! Farmaci in GDO

Nella manovra del governo Prodi all’interno di un pacchetto di provvedimenti rivolti alla liberalizzazione di alcune categorie è rientrato anche il tanto agognato provvedimento che disciplina la libera vendita dei farmaci di fascia C se assistiti con la presenza di un farmacista. Noi ci eravamo espressi perché si arrivasse a tale soluzione auspicando una riduzione dei prezzi delle sopraccitate medicine che vedono attualmente il nostro Paese come il luogo dove sono più costose. Abbiamo più volte affermato che i governi italiani che si sono succeduti nel passato (di entrambi gli schieramenti) rivolgevano le loro attenzioni al produttore e molto poco al consumatore. Rivendicammo un cambiamento in tal senso sulla scia dell’esperienza tedesca di Schroeder dove le attenzioni al consumo hanno portato importanti benefici. Ebbene tale novità dovrebbe essere seguita da una riduzione dei prezzi. Diciamo dovrebbe perché, infatti, Federfarma mette in allarme i consumatori sull’argomento: resta da vedere se la Grande Distribuzione applicherà una drastica riduzione dei prezzi, oppure farà assaggiare il risparmio con l’abbassamento medio dei prezzi non superiore al 10%. Federfarma , dietro alla manovra in oggetto, intravede una sorta di lobby rappresentata dai produttori e dalla Grande Distribuzione d’accordo per aumentare a dismisura le vendite, con poca tutela del consumatore, senza però intervenire in modo deciso sulla leva del prezzo: “un grave danno non tanto alle farmacie ma agli utenti, che saranno indotti a comprare piu’ farmaci senza controllo, come fossero caramelle”. E’ l’allarme lanciato dal segretario nazionale di Federfarma, Franco Caprino. “Sono pochissimi – spiega Caprino all’Agi – i paesi in Europa che consentono la vendita dei farmaci nei supermarket: si vuole evitare l’assunzione di farmaci senza controllo medico, come in America dove ci sono 100.000 morti all’anno per abuso di medicinali”. “. Proprio sulla questione prezzi, la liberalizzazione secondo la Federfarma non portera’ benefici ai cittadini: “Abbiamo i farmaci piu’ cari d’Europa – spiega Caprino – e i prezzi saliranno ancora. Poi i supermercati magari metteranno degli sconti, per illudere la gente che i prezzi sono calati, ma non sara’ cosi’”. In ogni caso la GDO avanza sul fronte progettuale. Intanto i Supermercati ed Ipermercati Coop saranno pronti da Settembre dell’anno corrente alla vendita di farmaci da banco senza prescrizione. Il piano della Coop, spiegato dal presidente delle Cooperative di Consumo Aldo Soldi, è di realizzare subito 250 pdv che ospiteranno altrettanti corner occupanti mediamente uno spazio che si aggira tra i 30 ed i 40 mq, e come previsto dalla legge, avranno ognuno il loro farmacista. Per i supermercati più piccoli si stanno invece studiando tipologie flessibili. L’assortimento, oltre ai farmaci, sarà composto da prodotti rivolti al cura ed al benessere della persona. Con la liberalizzazione della vendita dei farmaci, sarà possibile garantire ai consumatori un range di ribasso che va dal 20 al 50%, rispetto ai prezzi attualmente praticati nelle farmacie. Lo ha assicurato Soldi, sottolineando anche che “la preoccupazione dei farmacisti è infondata, perché si basa su quanto accaduto in altri Paesi dove c’è stata la liberalizzazione”. In Italia, infatti, ha fatto notare il presidente, ci saranno all’interno dei corner, unico Paese al mondo, i farmacisti. “Era nella nostra proposta di legge -ha fatto notare a questo proposito- ed è nel decreto del governo: una innovazione assolutamente importante perchè il farmacista eviterà sprechi e abusi”. Altra notizia degna di nota espressa dal presidente di Coop Adriatica Pierluigi Stefanini è che nelle intenzioni del gruppo Coop c’è quella di realizzare a breve i primi farmaci in private label, nello specifico si tratterebbe dell’Asprina e della Tachipirina. La Coop ha fortemente voluto tale provvedimento, ma gli altri retailers che progetti hanno in cantiere? Secondo quanto pubblica “La lettre de la distribution internationale” di Parigi nel numero di luglio, il gruppo Leclerc, che in Italia opera in partnership con Conad, ha intenzione di aprire 20 punti di vendita di articoli sanitari e parafarmaceutici in Italia, di cui 4 nel corso del 2006. Attualmente il gruppo Leclerc gestisce in Francia 91 punti di vendita di questo tipo, nelle gallerie commerciali dei suoi ipermercati. Camillo De Berardinis ha definito «un decreto che avvicina l’Italia all’Europa» le misure del governo sulla competitività commerciale, ritenute «una scossa ad un sistema ancora troppo ingessato».
Ma l’amministratore delegato di Conad ha anche insistito sulla possibilità di consentire l’apertura di distributori di benzina nei centri commerciali, sulla base di un’esperienza Conad già sperimentata in Toscana, seppure con numerosi problemi. All’amministratore delegato fa eco Sergio Tovagliari, 56 anni, direttore generale di Conad Centro Nord, che comprende ben 193 punti di vendita nelle province di Reggio, Parma, Piacenza e in Lombardia e dà lavoro a 1.788 dipendenti e a 543 soci dettaglianti.
«Guardiamo con molta attenzione al decreto Bersani – dice Tovagliari – e vogliamo capire in quali spazi tecnici di vendita avremo la possibilità di allestire un angolo per i farmaci da banco».
«Ma stiamo anche lavorando – continua il direttore generale di Conad Centro nord – affinchè l’esperienza della Conad di Gallicano di Lucca possa diventare una iniziativa da lanciare anche nel Reggiano».
Dunque la ricetta commerciale di Conad è assumere farmacisti ed estendere le misure della liberalizzazione alla vendita della benzina.
E così ha concluso De Berardinis: «Da oggi si aprono più ampie possibilità per una politica di contenimento dei prezzi in Italia che vada oltre i prodotti alimentari, per garantire ulteriori risparmi ai consumatori».
Carrefour al punto vendita di Assago (MI) ha già da tempo aperto un corner con vendita assistita di prodotti per la cura ed il benessere della persona; da lì a vendere anche i farmaci il passo è brevissimo, e soprattutto allaragabile a tutta la loro rete. Bisogna però aggiungere che il corner di Carrefour è stato sino ad oggi (ovviamente senza il farmaco) un vero fallimento in termini di redditività, ma è possibile che la situazione cambi completamente con i nuovi provvedimenti governativi. Auchan ha a sua volta progetti ben determinati, abbiamo cercato di contattarli ma non hano voluto dare risposte, in ogni caso crediamo che non ci saranno evidenti differenze assortimentali tra i vari players della GDO, in verità la curiosità è rivolta sia ai sell out possibili (ma non sicuri) ed ai progetti di Private Label tra industrie farmaceutiche e Mass Market.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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