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Quanto conta la politica nella moderna distribuzione Italiana?

Cosa sta succedendo nel variegato movimento cooperativo nazionale? Quali tensioni si nascondono dietro i titoli cubitali occupati dalle Coop sui giornali negli ultimi tempi? Diversi anni fa, circa trenta, il presidente della Coop Italia era un personaggio socialista, un amico,un volenteroso uomo politico che per nomina politica (forse più di corrente che di partito) si era insediato alla centrale in quel di Casalecchio. In quel periodo, ora credo si possa affermarlo, le indicazioni di partito avevano un notevole peso sia sul posizionamento degli uomini delegati alla gestione sino al lavoro subordinato nei vari punti di vendita sia , anzi soprattutto, nella determinazione delle strategie aziendali. Con il passare degli anni il mercato si è fatto enormemente più competitivo, la quota di mercato della Coop (e di Conad) ha raggiunto livelli di leadership, i numeri che sorreggono tali quote sono da brivido, se limitati al mercato nazionale; dall’altra parte , ovvero sul versante politico, gli ultimi trent’anni, come tutti sappiamo, hanno modificato le logiche dominanti negli anni settanta. Tutto questo ha portato gradualmente a profondi cambiamenti. C’è chi giura che oggi le attenzioni della politica si rivolgano sempre più al gruppo (cugino) Conad da sempre visto da loro come l’alleato più povero. Non si sa cosa ci sia di vero ma sicuramente è una voce interessante, non solo per le dinamiche relazionali e di mercato intercorrenti tra i due gruppi, ma interessante per tutto il mercato nazionale, a mio parere interessantissimo per la DO. La vicenda ha ripercussioni anche su un tema attualissimo oggigiorno come quello della vendita dei farmaci di fascia C nella Grande Distribuzione, già trattato su queste pagine. Il ministro della sanità Livia Turco, abbiamo visto, si è pronunciata contro la vendita, esattamente come il ministro Storace qualche mese fa. Tutti, compreso il sottoscritto, non pensavano si potesse arrivare a simili conclusioni, anche perché all’interno della maggioranza ci sono sul tema due anime ben distinte. Queste due anime si fronteggiano oramai in modo aperto, da una parte c’è chi vorrebbe iniziare a rompere un muro protezionistico che ha radici in entrambi gli schieramenti basti pensare che l’attuale ministri dell’Istruzione Fabio Mussi ricevette direttamente dai vertici del mondo Cooperativo la proposta di legge, accompagnata da decine di migliaia di firme. Oggi nella sua Toscana la commissione sanità del consiglio regionale a sua volta, si è recentemente pronunciata contro la vendita nella GDO dei farmaci. Esattamente come la sua collega sia governativa che di partito. Questo è un altro sintomo di forti movimenti tellurici che stanno avvenendo al di sopra di ciò che è il nostro mondo: quello della Grande Distribuzione Italiana.

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  1. Arrigoni

    Anche io che lavoro in uno dei due gruppi citati ho sentito queste voci. Poi credo che la cosa dipenda molto da regione a regione, ma sicuramente in alcune la divisione è netta, lo confermo.
    Un saluto e complimenti per la rivista , la leggo sempre ed è molto interessante.

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