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Aprile-Maggio: i dati ISTAT analizzano la Toscana

Situazione quasi di stallo per le vendite al dettaglio in Toscana nel periodo aprile-giugno, solo +0,3%. Ad incidere è stato un pessimo mese di maggio (-2,6%), quasi in linea con il contesto nazionale (-3,2%) e con quello della macroarea di riferimento (Centro -3,1%). Meglio aprile (+1,0% grazie alle festività pasquali) e il mese di giugno che ha chiuso con un +2,6% migliore rispetto allo stesso periodo del 2003 (+0,3%). Questo il quadro del commercio nel secondo trimestre 2004 elaborato da Unioncamere Toscana su dati Istat per l’Osservatorio Regionale sul Commercio.
La fase di stagnazione delle vendite è confermata dal dato complessivo del semestre (+0,5%) in cui si consolida un andamento che ha portato, nell’arco di un biennio, alla contrazione dei ritmi di crescita rilevati nei rispettivi periodi gennaio-giugno pari a due punti percentuali circa (2002 +2,7%, 2003 +1,6%). Si allentano i ritmi di crescita della grande distribuzione ( +1,6% contro un 5,1% del 2003); annotano una leggera flessione le imprese operanti su piccole superfici (-0,2%). Scivolano al ribasso le vendite dei prodotti alimentari (-0,4% il valore medio) nonostante la crescita nella grande distribuzione (+1,6%, +1,5% supermercati).
Va meglio per i non alimentari (+0,7%), sia nella grande distribuzione (+1,7%) che nelle imprese più piccole (+0,5%), mentre a livello nazionale il dato complessivo è negativo (-0,4%) e nel Centro è leggermente peggiore (+0,5%) rispetto al toscano. In paragone con lo scorso anno, la crescita dei prodotti non alimentari cala di un punto percentuale (+1,7%); mentre per i prodotti alimentari, soprattutto per il dato di maggio (-4,4%, +2,7% 2003), si genera una contrazione nei ritmi delle vendite nel trimestre assai più rimarchevole (+4,2% 2003).
Tra le piccole imprese del commercio, quelle che risentono maggiormente della fase negativa sono le meno strutturate (con meno di 2 unità con -2,4%), mentre le medie imprese (da 3 a 5 addetti) contengono il rallentamento al di sotto del punto percentuale (-0,8). Le imprese più strutturate chiudono bene il secondo trimestre: +2,4% (con addetti compresi tra 10 e 19) e +3,7% (con almeno 20 addetti). In particolare, si attestano su valori di crescita quasi identici in aprile (+ 4,7% imprese da 10 a 19 addetti; +4,8% con almeno 20 addetti); superano il delicato mese di maggio scontando i peggiori risultati in termini percentuali dell’intero semestre (-1,3% imprese da 10 a 19 addetti, +0,6% con almeno 20 addetti); chiudono con un giugno decisamente migliore rispetto al fiacco 2003: + 3,3% imprese da 10 a 19 addetti, +5,8% con almeno 20 addetti (-0,5% e +0,2%, rispettivamente, l’anno scorso).
Tra i prodotti alimentari (-0,4%), tengono le vendite dei prodotti negli esercizi non specializzati (+1,6%) calano vistosamente negli esercizi specializzati (-2,4%). Fatta eccezione per lo straordinario balzo in avanti dei farmaceutici, medicali cosmetici e articoli di profumeria (+7,2%; +1,8% 2° trimestre 2003), anche per il non alimentare il tasso di crescita più elevato si rileva tra gli esercizi non specializzati (+1,7%). Negative le performance dei mobili, articoli per la casa, elettrodomestici, radio-tv (-0,8%), e dei tessili, abbigliamento, calzature e articoli di cuoio (-2,7%); leggermente al di sopra dello zero (+0,4%) i libri-giornali-altri prodotti. Dopo i positivi segnali del primo trimestre 2004, torna a preoccupare – secondo Unioncamere- il gruppo tessili, abbigliamento, calzature e articoli di cuoio (-2,7%) che con il dato 2004 peggiora di ben 3,8 punti percentuali il risultato dell’annualità precedente (+1,1% 2003).

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