GDO News
Nessun commento

Auchan e la conquista d’Italia

Lo sbarco ufficiale di Auchan in Italia risale al 1989, con la realizzazione dell’ipermercato di Torino; seguito dalle strutture di Lodi (1992), Bari e Venezia (1995). L’Italia per Auchan era una sfida importante, visto che la formula del grande ipermercato era agli albori. Un altro gigante francese della grande distribuzione aveva investito in Italia e lanciato la formula dell’ipermercato negli anni’70, ma aveva dovuto poi ritirarsi.
La vecchia normativa sul commercio, varata negli anni 70, certamente non favoriva gli investimenti nelle grandi superfici commerciali.
Ma all’Auchan erano convinti che l’Italia offrisse importanti opportunità, visto che la grande distribuzione, all’epoca, era molto giovane. L’ipermercato in Francia, prima, e in Spagna dopo, si era rivelato una formula vincente. Gérard Muillez crede subito nel progetto e compie diverse perlustrazioni nel nostro Paese in incognito, per vedere qual è lo scenario del commercio nella Penisola.
L’operazione Italia parte in breve tempo e al timone della società arriva un giovane transalpino, Benoit Lheureux, che ha fatto la gavetta negli iper partendo dai reparti di vendita. Ma lo sviluppo dell’ipermercato in Italia è duro. Fino alla metà degli anni 90 Auchan riesce ad aprire solo quattro grandi strutture e inciampa nell’operazione Rescaldina, un centro commerciale da realizzare accanto al quale viene però aperta una discarica di rifiuti. Rescaldina resta uno scheletro di cemento armato per anni e fa riflettere i top manager di Auchan sulla strada da imboccare per crescere in Italia.
Nel frattempo iniziano a muoversi verso la Penisola le varie insegne del gruppo, tra cui Decathlon che apre il suo primo grande centro di articoli sportivi a Bollate, alle porte di Milano.
Nel ’92 viene costituita la Leroy Merlin Italia, che a partire dal ’96 svilupperà grandi centri commerciali dedicati al bricolage. Successivamente atterrano Flunch (ristorazione), Norauto (servizi per automobilisti), Kiabi e Plimkie (abbigliamento).
La famiglia Muillez ha sempre seguito da vicino ogni operazione. Spesso Gérard ha partecipato direttamente, come nel caso dell’apertura del centro di Bari. Era difficile individuarlo a prima vista, per le sembianze di un distinto signore che sembrava quasi lì per caso. Mai troppo elegante o circondato da un codazzo di zelanti collaboratori. Preferiva studiare le cose da solo e tranquillo.
Ma Muillez e i suoi si rendono conto presto che crescere in Italia è difficile: bisogna allearsi con qualcuno, ad andare avanti da soli c’è da rimetterci. Sul mercato c’è l’Ifil della famiglia Agnelli che possiede il gruppo Rinascente, all’interno del quale ci sono anche supermercati, ipermercati e punti vendita bricolage. Ifil cerca un partner internazionale. La grande distribuzione si sta via via globalizzando. Partono le trattative, Auchan è in concorrenza con un altro grande gruppo francese, Promodès (poi fusosi con Carrefour), ben radicato peraltro a Torino in alleanza con la famiglia Garosci.
Si discute per mesi, ma alla fine la spunta Auchan. Luc Vandevelde, numero uno di Carrefour, penserà sempre a quella trattativa con una punta di dispiacere per un accordo mancato cui teneva molto.
Muillez e il figlio Arnaud comunque lavorarono molto all’intesa siglata nel ’96 che portò il gruppo francese ad acquisire il 49% della holding lussemburghese di controllo del gruppo Rinascente, che incorporò le attività italiane di Auchan.
I dirigenti del gruppo italiano furono colpiti da alcune qualità dei francesi: frugalità, lungimiranza e determinazione. Umberto Agnelli aveva seguito personalmente le trattative e in privato aveva dichiarato di essere stato colpito da Muillez, dalla sua idea del business e del servizio al cliente. Il tutto accompagnato da una dimensione familiare così particolare.
Gérard Muillez è venuto in Italia molte volte praticamente in incognito, guidando da solo auto usate, e facendo lunghe visite nei punti vendita della grande distribuzione che intanto continuava a crescere nel nostro Paese.
Tra 2003 e 2004 l’alleanza è terminata, Auchan ha rilevato le attività alimentari e di bricolage, mentre Ifil ha provveduto a vendere Upim e Rinascente ad altri investitori.
Il sistema Auchan, nel suo complesso, ha indubbiamente contribuito a mettere il turbo alla modernizzazione del commercio in Italia.
E forse nel nostro Paese i manager Auchan (storicamente sinonimo di ipermercato) hanno anche imparato qualcosa di significativo: ossia la cultura della multicanalità, la convivenza tra grandi strutture commerciali accanto a reti di supermarket intermedi e di punti vendita più piccoli ma fisicamente vicini alla clientela.
Infine, oggi la nuova sfida si chiama azionariato diffuso tra i dipendenti, sulla falsariga di quanto storicamente fatto in Francia.

Dati dell'autore:
Ha scritto 300 articoli

Di formazione giornalistica, esperta in comunicazioni di massa.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su