Alessandro Foroni
Fondatore ed editorialista, esperto di mercato retail
Andrea Meneghini
Fondatore ed editorialista, esperto di category management
In Italia sino a qualche anno fa il discount era un format che difficilmente veniva preferito al Super o all’ Ipermercato; oggi la situazione è diversa, e nelle prossime settimane approfondiremo con i protagonisti del mercato nazionale tale analisi, ma adesso è interessante vedere qual’è la situazione in realtà diverse dalla nostra. In Germania il 90% della popolazione usa il discount per la spesa familiare. Chi fa la spesa al Lidl o in un Aldi è ritenuto, nell’immaginario collettivo, un consumatore oculato. Per i tedeschi il discount è il miglior interprete del punto di acquisto di prossimità, infatti il 47% dei consumatori conta sulla presenza di un pv Aldi alla distanza di un chilometro e il 35% a non più di tre chilometri. In Inghilterra invece la situazione è opposta. Solo il 20% della popolazione entra in un discount. Chi fa la spesa in tale format è visto come un soggetto che verosimilmente versa in gravi condizioni economiche. Ma, oltre che per la particolare sensibilità alla propria immagine sociale, i consumatori inglesi snobbano i discount anche a causa dell’abitudine radicata di fare la spesa una volta sola a settimana, il che li porta a privilegiare, in questa occasione, le maggiori insegne. Ma la cosa più significativa, a nostro parere, è che le strategie di marketing dei principali retailer inglesi (vedi Tesco e Asda in primis) sono rivolte all’estrema diversificazione delle loro proposte, che spaziano da linee di prodotti di qualità e prezzi molto elevati, ad altre assimilabili a quelli dei discount.
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